Lana
Lana:
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Lana: fibra animale
Lana è il termine che identifica la fibra di origine animale, ottenuta dal vello degli ovini; ma impropriamente anche per i peli di altri animali, di cui i più noti sono: cammello, dromedario, vigogna, alpaca, coniglio d'angora, yack, lama, capra, ecc.
La tosatura dell'ovino avviene generalmente una volta all'anno in primavera, per mezzo di cesoie meccaniche, ma in alcune zone con clima caldo costante è possibile effettuarla anche due volte l'anno.
La tosatura rasenta la cute dell'animale, cercando di distaccare il vello in un pezzo unico.
A seconda della parte di quest'ultimo che prendiamo possiamo avere diverse tipologie di fibra: con le migliori presenti nelle spalle, schiena e fianchi, le peggiori nelle zampe e sotto il ventre.
La lana ha una fibra che grazie alle sue caratteristiche fisiche strutturali, la contraddistingue in maniera notevole dalle altre tipologie di fibra.
Osservandola al microscopio possiamo osservare la sua particolare conformazione a scaglie, simile ad una pigna, sovrapposte l'una sull'altra e rivolte sempre verso la punta della fibra.
Queste sono fatte di una sostanza proteica detta cheratina simile alla sostanza presente nei capelli e nelle unghie.
Sotto il rivestimento appena descritto si trova una struttura, composta da cellule, molto robusta e dura, ed in alcune fibre più fini, si ha un midollo centrale molto poroso che le rende più leggere e più gonfie.
Lana: classificazione commerciale
La qualità della lana dipende dalle caratteristiche della sua fibra che viene commercialmente classificata secondo precise proprietà, che sono:
- la razza dell'animale che è un elemento fondamentale di distinzione, infatti la merino è la specie che primeggia in maniera incontrastata grazie alla sua lana molto fine, poi seguono le razze incrociate con la merino, e le altre razze dal pelo più ruvido utilizzate generalmente per fare i materassi;
- la lunghezza della fibra, le più lunghe sono le più pregiate, ma questa classificazione è valida solamente per la merino;
- la maggiore finezza che permette di ottenere filati fini e tessuti leggeri, e determina a suo tempo il grado di filabilità;
- il colore, più è bianco più è apprezzato;
- l'età dell'animale, con le lane "agnelline" migliori di quelle "matricine";
- la posizione sul corpo dell'animale, con le parti della schiena delle spalle e del fianco che sono le più pregiate;
- la pulizia del vello dalle impurità.
Lana: proprietà
La lana è una tra le fibre tessili più elastiche esistenti, con le fibre più fini che subiscono un allungamento del 20/30%, e quelle più ordinarie del 30/50% della loro lunghezza.
Una qualità che la contraddistingue dalle altre fibre è la resilienza, termine utilizzato per indicare la capacità che ha di ritornare allo stadio originario anche dopo una pressione prolungata.
La lana ha un diverso comportamento nei confronti dell'elettricità, a seconda se è secca o ha assorbito umidità.
Infatti nel primo caso non è conduttore di elettricità, e in questa situazione ne è difficoltosa la lavorazione, nel secondo viceversa diventa conduttore.
Altra proprietà della lana e la coibenza, cioè la sua capacità di isolare dalle variazioni repentine di temperatura.
Grazie alla sua particolare struttura, riesce a raccogliere un gran volume d'aria, anche questa isolante, immagazzinandola e trattenendola, non facendola fuoriuscire.
La lana ha una capacità di assorbire l'umidità pari al 30% del suo peso, rendendola la fibra più igroscopica conosciuta.
E' necessario puntualizzare che tale assorbimento avviene in maniera superficiale, e non impregnando la fibra.
Infatti grazie a questa qualità la lana è idrorepellente, cioè respinge l'acqua, ma trattiene l'umidità nelle sue fibre, che poi evapora gradualmente tramite la sua particolare struttura, e se la lana è in abbondante quantità, le permette di regolare l'umidità dell'ambiente in cui si trova.
Per questa caratteristica, negli scambi commerciali di partite di lana, al momento di pesare la merce, per legge viene aggiunta una percentuale fissa di umidità, chiamata tasso di ripresa, che va dal 18,25% al 17% rispettivamente per la lana pettinata e per quella solo lavata.
La lana ha una proprietà che può essere sia negativa che positiva, a seconda dell'uso che ne viene fatto, è la feltrabilità.
Questo processo viene innescato combinando, alla caratteristica della fibra, una azione di sfregamento, calore, umidità e compressione.
Infatti il rivestimento della fibra tende ad aggrovigliarsi, essendo formato a scaglie rivolte tutte nella stessa direzione.
Queste ultime si disuniscono alzandosi, di conseguenza le fibre dirette in senso opposto si ostacolano, si uniscono e si saldano tra loro.
Tramite il processo della frollatura si applica volontariamente l'infeltrimento, ottenendo feltri, flanelle e panni, ma il tutto è una caratteristica negativa per il lavaggio della maglieria e dei tessuti in genere.
La tecnica moderna è riuscita ha limitare l'inconveniente con trattamenti antifeltranti a base di agenti chimici, permettendo di lavare i tessuti in lavatrice, seguendo un determinato ciclo evitando il restringimento.
La lana ha una proprietà importante ed è il basso indice d'infiammabilità.
Infatti a contatto con il fuoco si carbonizza lentamente, non propaga la fiamma e si spegne facilmente.
Lana: altri filati
Altri filati, ottenuti da animali che non sono pecore, sono anch'essi pregiati e generalmente indicati affiancando alla parola lana il nome dell'animale e o la sua provenienza.
Abbiamo il cammello e il dromedario, in particolare nel primo si ottiene un filato pregiato e molto coibente.
Infatti i cammelli generalmente utilizzati provengono dalla Mongolia e dal Golfo Persico in cui durante l'anno si hanno variazioni di temperatura da +40° a -20°.
Questi animali fanno parte delle carovane che si spostano nelle zone desertiche, e nelle "migrazioni " primaverili i cammelli perdono, naturalmente, parte del vello, il sottopelo, e grazie ai raccoglitori che li seguono non va perduto. Quindi da questo animale si ottiene una fibra pregiata e resistente.
Altro camelide dal cui vello si trae una fibra calda e pregiata è l'Alpaca, che vive nelle Ande peruviane.
La lana ottenuta da un camelide simile al precedente ma più pregiato e prezioso, senza eguali, è la Vigogna.
Ha un sottopelo lungo e setoso, da cui si ottiene un filato sicuramente il più caldo e il più raro.
Il suo prezzo di mercato non è molto accessibile, e deriva dal fatto che ogni animale produce circa 200 grammi di lana all'anno, considerando che la pecora merino ne produce 3-4 chili all'anno.
Utilizzato principalmente in pellicceria, il Guanaco è un camelide della Patagonia, con caratteristiche simili all'Alpaca, ma non con le stesse nobiltà; per ottenere il pelo e necessario uccidere l'animale.
Altro animale utilizzato è il lama, dal cui vello si ottiene un filato lucido e morbido, di un colore bruno rossiccio.
Abbiamo la lana di capra d'Angora, o mohair, e di coniglio d'Angora.
Il primo animale allevato in Turchia da cui si ottiene un pelo lungo e setoso, molto resistente all'usura, di mano meno morbida di altri peli e più secca.
Dal coniglio, allevato soprattutto in Cina, si ottiene una fibra bianca, serica, morbida e lucente usata generalmente in maglieria.
Il cachemire è una fibra che deriva dalla capra che vive sulle montagne del Kashmir, anche se oggi il più pregiato arriva dalla Mongolia.
La fibra si trova nel sottopelo o duvet dell'animale, questo a primavera cade, viene raccolto, e si attua un processo di separazione tra le fibre più grosse, esterne, e quelle più fini.
Il cachemire è un tessuto molto caldo, soffice e morbido.
Della famiglia dei bovini abbiamo lo yack.
Animale che vive in Himalaya, dal cui sottopelo si ottengono fibre molto pregiate simili al cachemire.
Lana: tessuti
La fibra di lana viene poi filata e preparata per la tessitura.
Qui di seguito è riportato un elenco delle tipologie di tessuto in lana più conosciute.
-Barathea: termine inglese per indicare un tessuto simile al drapé, ottenuto in armatura a costa di trama spezzata, utilizzando lana-cotone o lana-mohair.
-Beaver o castorino: stoffa pesante cardata a pelo orientato, alla mano morbida e vellutata, d'aspetto lucida e ben rasata come appunto il pelo dell'animale, che in inglese si chiama beaver.
-Cammello: termine che indica il tessuto costruito utilizzando appunto il filato ottenuto dall'animale, caldo e con il suo colore caratteristico.
Sta anche ad indicare impropriamente panni di lana non pregiati di colore simile.
-Cappello da prete o tricorno: tessuto in lana o cachemire, che grazie alla sua particolare armatura si presenta con dei piccoli e frequenti tricorni chiari su sfondo scuro simili ai cappelli dei preti del 700-800.
-Cavalry twill: ottenuto con armatura diagonale con filati pettinati e ben ritorti, molto solida e robusta, leggermente elastica a costine.
Una variante con coste più pronunciate si chiama tricotine.
-Cheviot: ottenuto con armatura diagonale o spigata, in genere cardato o semipettinato, è un tessuto piuttosto pesante, compatto e caldo, ma abbastanza ruvido.
Il nome ha origine da una razza di pecore scozzesi.
-Cotelé: tessuto di lana a coste con righe in rilievo di varie dimensioni ottenute sia nel senso del ordito, della trama che in diagonale.
-Covertcloth: lavorato su armatura saia diagonale o a spina di pesce, con filati pettinati e ritorti a più capi e colori contrastanti.
-Crespo: realizzato con filati fortemente ritorti, di aspetto rugoso e granuloso.
-Crossbred: ottenuto con lane di pecora di razza incrociata, filate in muliné, di fibre poco pregiate ma robuste e resistenti.
-Damier: termine francese per indicare i tessuti a quadri di colori contrastanti, che riproducono l'effetto di una scacchiera.
-Donegal tweed: tweed di origine irlandese, in genere cardato o semipettinato, caratteristico per il suo aspetto ruvido, ma di mano dolce, con la superficie cosparsa da piccoli nodini colorati.
-Drapé: è un tessuto di lana morbido, lucido, setoso, prodotto con filati cardati e pettinati finissimi.
-Duvetine: ottenuto con armatura diagonale, morbido, leggero, ricoperto da soffice peluria. (Tessuto per tendaggi)
-Faille o Faglia: tessuto di lana simile al taffetà, avente grana più marcata e di peso medio. (Tessuto per tendaggi).
-Flanella: ottenuto su armatura saia, ha l'aspetto uniforme e peloso, alla mano rimane morbido e caldo.
Se lavorato con filati pettinati è fine e resistente, con filati cardati è delicato e morbido denominato vigogna.
-Foulard: tessuto di lana pettinato leggero, ad armatura saia batavia utilizzando filati dal titolo finissimo. (Tessuto per tendaggi).
-Foulé: ottenuto su armatura saia batavia con lane fini pettinate e conseguentemente follate.
-Fresco-lana: tessuto su armatura tela, utilizzando filati pettinati e ritorti a due tre capi che lo rendono ingualcibile e resistente.
-Gabardine: realizzato su armatura saia diagonale a molteplici angolature, e con una struttura molto serrata, è particolarmente lucente grazie alla sua superficie ben rasata.
Caratterizzato da costine inclinate, più in rilievo sul dritto che sul rovescio, non è più molto utilizzato a causa della particolare cura di cui ha bisogno, sia nella lavorazione che nell'utilizzo.
-Granité: ottenuto su armatura raso, con filati pettinati, rimane compatto e fine con superficie granulosa, dall'aspetto crespato sul dritto e liscio sul rovescio.
-Grisaglia: tessuto su armatura batavia, riproduce un effetto particolare leggermente a scaletta, grazie all'utilizzo di fili chiari e scuri, generalmente bianchi e neri, che alternati in trama e in ordito ne danno un colore grigio.
-Jersey: originariamente utilizzato dai pescatori inglesi dell'isola di Jersey, è un tessuto elastico con la superficie rasata realizzato con filati pettinati.
-Harris tweed: è un tessuto di lana caratterizzato da un disegno spigato, realizzato con lana scozzese, delle isole Ebridi, cardate e da una mano ruvida. (Tessuto per tendaggi).
-Lana rigenerata o meccanica: sono lane ricavate da tessuti già utilizzati o dagli scarti raccolti durante i vari processi consueti di lavorazione.
I vari tessuti vengono ripartiti a seconda delle loro caratteristiche, tenendo in considerazione: la loro feltratura, meno è compatto il tessuto meglio è; la torsione dei filati, meno sono ritorti più pregiato è; la varietà dei colori, che in questo caso è bene avere più colorazioni.
Quindi abbiamo nuove tipologie di tessuti classificati considerando le qualità delle fibre utilizzate, ottenendo, dalla migliore ripartizione, filati di ottima qualità.
-Loden: ottenuto da lane cardate è pesante, resistente, dalla mano ruvida. Un tessuto garzato, a pelo lungo, fortemente follato, e grazie alla particolare disposizione delle fibre praticamente impermeabile.
-Millerighe: realizzato su armatura tela o batavia, generalmente con due fili chiari alternati a due scuri, è caratterizzato da innumerevoli righine verticali e orizzontali. (Tessuto per tendaggi).
-Occhio di pernice: ottenuto su una particolare armatura a tela, usando filati pettinati, e alternando sia in trama che ordito due fili chiari con due scuri.
Questa particolare lavorazione permette di dare un effetto simile all'occhio di pernice o a dei piccoli uccelli in generale, infatti si ottengono dei puntini chiari in altri di tonalità più grigia, su fondo scuro.
-Panno: termine generico che sta ad indicare ogni tipo di tessuto feltrato e follato, reso lucido con il finissaggio.
-Pied de poule: realizzato su armatura saia batavia, utilizzando quattro fili chiari e quattro scuri, sia cardati che pettinati.
Il risultato estetico che se ne ottiene sono delle mini zampe di gallina che ricoprono il tessuto, appunto in francese pied de poule. (Tessuto per tendaggi).
-Principe di Galles: questo termine sta ad indicare un tessuto che abbia l'aspetto composto da quadri piccoli dentro quadri più grandi, utilizzando effetti combinati di millerighe con, stella, pied de poule, grisaglie, damier, e tante altre possibili alternative.
Ottenuto con diverse tipologie di armatura, e con filati pettinati o cardati di colore generalmente bianco e nero, con l'aggiunta di altri colori per delimitare i quadri più grandi. (Tessuto per tendaggi).
-Ritorto: ottenuto con filati pettinati, fortemente ritorti, particolarmente resistente.
-Saglia: sta ad indicare un generico tessuto su armatura saia compatto con effetto diagonale.
-Saxony: realizzato su armatura saia batavia, con lane merinos molto fini, alla mano molto morbido.
-Tartan: tessuto in genere utilizzato per kilt, a quadri di vario colore originario dei clan scozzesi, a seconda delle colorazioni assumono diversi nomi.
-Tropical: ottenuto su armatura tela con filati pettinati, molto fresco e leggero.
-Tweed: questo termine identifica una tipologia di tessuto realizzato con filati scozzesi cardati, di aspetto ruvido grezzo, con disegni multicolori, molto robusto.

